Avviare una startup, consigli pratici per partire al meglio

Con il termine “startup” si intende la fase embrionale di un’azienda, o una nuova impresa emergente, che è ancora in cerca di soluzioni organizzative e strategiche che le permettano di crescere tanto e velocemente.

L’avvio di una startup corrisponde per un giovane all’entrata ufficiale nel mondo dell’imprenditoria, ma quali sono le caratteristiche principali di questo genere di impresa?

Le startup hanno quattro caratteristiche:

  • Replicabilità: il progetto deve poter essere ricreato ovunque e in qualsiasi momento
  • Scalabilità: la startup deve essere capace di crescere in modo esponenziale utilizzando le poche risorse a disposizione
  • Innovatività intrinseca: l’idea che si vuole portare avanti deve essere una novità e deve compiacere un bisogno ancora non soddisfatto
  • Temporaneità: la startup non può durare per sempre. In genere la durata della sua vita è di cinque anni, passato quel periodo diventa un’azienda vera e propria. Perché? Essendo la startup la fase embrionale di un’azienda, si considera come l’inizio del percorso aziendale.

Cosa serve per avviare una startup

Oltre ad avere una buona idea da cui partire e le competenze per realizzarla, la prima cosa che serve quando si vuole creare una startup è un team. Il lavoro di selezione dei membri e la composizione del team, per quanto possa sembrare facile, richiede tanto tempo e attenzione.

La scelta deve essere fatta in base alle conoscenze, alle skills e alle mansioni che ciascuna persona possiede e deve avere. Inoltre le personalità devono condividere una stessa linea di pensiero per poter lavorare bene insieme e devono avere caratteristiche che permettano un lavoro equilibrato. Questa fase, detta anche di recruiting, può essere svolta in autonomia o con l’aiuto di agenzie professionali.

Una volta identificata la squadra di lavoro, si può passare alla seconda fase: trasformare l’idea in qualcosa di concreto tramite la redazione di un business model.

Il business model è un modello di affari che schematizza l’organizzazione di un’azienda, permettendo uno sviluppo più immediato, perché lineare.

Per crearlo si può usare il modello ideato da Alexander Osterwalder, che suddivide il lavoro in gruppi di 9 elementi, tutti necessari per far funzionare l’impresa.

I nove punti, ai quali bisogna trovare risposta, sono:

  • Segmenti di clientela: quali sono?
  • Value Proposition: qual è il valore creato dai servizi della startup?
  • Canali: dove può il pubblico trovare l’impresa? Attraverso quali canali può comunicare con la startup?
  • Relazione con i clienti: come sono strutturate le relazioni? Come si instaurano e di che genere sono?
  • Ricavi: qual è la proiezione sui ricavi generati dalla startup
  • Risorse chiave: quali sono le risorse principali che l’azienda mette in campo
  • Attività chiave: quali sono le attività che generano le proposte di valore per la startup?
  • Partner strategici: chi sono e come l’alleanza può creare valore per il cliente?
  • Struttura dei costi: questo punto deve fare riferimento a risorse, attività e partner chiave e ai loro costi di gestione.

Infine, per far partire la startup è essenziale avere dei fondi finanziari

Quindi se non si hanno le basi economiche è utile anche pensare a come recuperarle tramite richieste di finanziamenti, raccolte fondi, crowdfunding o prestiti.
È possibile avviare azioni del genere attraverso strategie mirate di comunicazione online, partnership con aziende più grandi o partecipazione a bandi pubblici.

A quali professionisti affidarsi per avviare una startup

Prima di partire con la startup è sempre meglio chiedere una consulenza a un commercialista o un consulente finanziario. La consulenza sarà utile per mettere in chiaro tutta la parte burocratica e partire senza intoppi.


Può essere anche utile prima dell’avvio, seguire un corso che favorisca l’acquisizione dei concetti base del business.

Nel 2021 ANPAL, PON IOG, PON SPAO, UE ed ENM hanno avviato il progetto Yes I Startup, una misura nata in seno al piano Garanzia Giovani 2, che permette di accedere a una consulenza professionale completa e un corso di formazione per il lancio di una startup.

Il percorso mirato all’inclusione lavorativa di giovani, donne e disoccupati di lunga data, prevede una formazione totale che va dalla stesura dell’idea e la realizzazione del business plan fino all’eventuale presentazione delle richieste per accedere alle agevolazioni.

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