Disorientamento lavorativo ai giorni d’oggi

Disallineamento tra domanda e offerta di lavoro

Il disorientamento lavorativo ai giorni d’oggi risulta ormai un aspetto di primaria importanza, da non sottovalutare soprattutto da parte delle istituzioni. 

Da un’indagine condotta da Skuola.net, su un campione di 3mila alunni delle scuole superiori, è risultato che tra i neo diplomati uno su tre ammette di avere le idee poco o per niente chiare su quale percorso intraprendere nell’immediato futuro.

In seguito all’analisi di un altro questionario, in cui si è chiesto ad alcuni quindicenni la professione preferita da esercitare all’età di trent’anni, si è arrivati alla conclusione che i ragazzi preferiscono mestieri più usuali quali medico, avvocato, insegnate o agente di polizia.

Da ciò si evince che i giovani non conoscono le richieste del mondo del lavoro in forte espansione e trasformazione. Si può anche constatare che la famiglia o la scuola non li informa su ciò che succede nella nostra società in ambito lavorativo. Queste aspirazioni inadeguate potrebbero portare a scelte sbagliate con danni irreparabili. Abbandono degli studi, difficoltà di sfruttare il titolo ottenuto con tanti sacrifici e come inevitabile conclusione un aumento della disoccupazione giovanile.

Il disorientamento nelle scuole

Il disorientamento lavorativo ai giorni d’oggi e la carenza di informazioni da parte dei giovani, comporta un mancato incontro tra offerta e domanda di lavoro: che pesa oggi 1,5% del Pil nazionale.

L’Italia è ai primi posti in Europa per la disoccupazione giovanile e si piazza sul podio per numero di giovani inattivi. Nel nostro paese, infatti, nella fascia d’età 15-34 anni, sono oltre tre milioni i Neet (ragazzi e ragazze che non studiano e non lavorano).

Da tutto ciò si deduce la difficoltà della scuola italiana secondaria di orientare i propri studenti, i quali si ritrovano del tutto disorientati riguardo il proprio futuro professionale.

Infatti, non c’è un ponte di comunicazione fra scuola e lavoro, nonostante i tentativi di istituire un sistema simile a quello tedesco, alternando ore di teoria nelle scuole e ore di tirocinio in azienda.

Quindi cosa bisogna fare? Rilanciare il metodo dell’alternanza fra teoria e pratica anche da parte dei centri di formazione, scuole, aziende, enti locali della formazione e della ricerca. Inoltre, intervenire e investire sull’orientamento dei giovani fin dalla scuola secondaria di primo grado e informarli su tutto ciò che avviene intorno a loro in ogni settore lavorativo.

Con l’obiettivo ultimo di incrociare domanda e offerta, è importante attuare un cambiamento sull’orientamento e proporre un modello per favorire lo sviluppo delle competenze per l’ occupabilità e delle competenze necessarie per la costruzione del proprio progetto di vita

 

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